Poker in modalità Limit 132306

Scoprite con noi chi sono i campioni di poker che hanno vinto di più in Italia. Mentre il poker live italiano continua a cercare di respirare, stritolato dai legacci di una legislazione ogni giorno più rigida, i top player del Bel Paese riescono ad imporre all'estero un modo di giocare spesso criticato ma risultati alla mano di indubbia efficacia. Abbiamo deciso di fermarci per vedere insieme cosa sia cambiato nella all-time money list azzurra andando a riportare i nomi dei 5 campioni di poker italiani che hanno vinto di più nel corso della propria carriera, insieme con altri giocatori che sono ad un passo dal raggiungerli e magari un giorno potranno superarli. I dati sono riferiti alle vittorie nei più importanti tornei di poker live del pianeta e vengono aggiornati frequentemente, per offrirvi un quadro della situazione quanto più preciso possibile. Non ancora soddisfatto, Sammartino riesce ad andare a premio anche nel Main Event dove chiude 17esimo per Il è stato soprattutto l'anno della sua consacrazione anche alle World Series of Poker. Nella prima parte di un davvero ottimo per il giocatore campano, spicca anche il quarto posto nell'High Roller da

Assuefatto ad una vita non agiata, lavora già da giovanissimo in un emporio come addetto alle vendite e irregolarmente scrive recensioni sui videogiochi per una rivista del settore. Già dall'età di 11 anni dimostra una certa confidenza con le carte divertendosi con il padre e i parenti e vincendo un trofeo di scopa. La angolo avviene quando inizia a conoscere il Texas Hold'em e le altre varianti del poker. Inaspettatamente decide di allontanarsi per Las Vegas al fine di frequentare una scuola per croupier. La famiglia non approva la sua determinazione, ma Massimiliano fa sul serio: vende la sua Peugeot , ritira la liquidazione al lavoro e parte per il Nevada, pur non conoscendo bene l'inglese, si butta a capofitto in questa appassionante avventura, che lo porterà a diventare un bravissimo giocatore di poker. Fu una scelta all'improvviso sopratutto per il fatto che avevo affettato l'inglese ma come la maggior brandello degli italiani, non l'avevo mai parlato. La maggior parte dei miei amici pensavano che fossi pazzo, i membri della mia famiglia erano sicuri affinché avevo perso la testa; in ciascuno caso quasi nessuno pensava che facessi una scelta giusta. In America e Las Vegas non conoscevo nessuno a parte un lontano zio d'America. Una delle prime notti passate a Vegas, ero al Luxor, un hotel a forma di piramide.